INTERVISTA : Luca Arnaù
- Metal'Art Culture
- 15 oct. 2025
- 7 min de lecture
Luca Arnau è un giornalista e scrittore italiano. È direttore e redattore di diversi settimanali. Il suo romanzo poliziesco “Le dieci chiavi di Leonardo” è stato pubblicato nel 2023.
Interview by Marvin

• Ciao Luca Arnau, si presenta ai nostri lettori e ci racconta qualcosa in più del suo percorso professionale?
Ce dire… Vivo di scrittura e di parole da quando sono uscito dal liceo! Ho finito la scuola che apevo fare solo due cose, suonare il basso in tutte le band metal e punk che riuscivo a trovare e scrivere. Un giorno che avevo finito di suonare in un club di Genova, la mia città, sono andato a fare colazione nel bar sotto il giornale cittadino Il Secolo XIX e ho incontrato un amico che lavorava in redazione. Grazie a lui ho cominciato a scrivere, prima come giornalista musicale poi sono passato alla cronaca nera. Scrivere è diventata la mia vita. Ho seguito omicidi, ho intervistato serial killer in carcere, ho fatto il corrispondente di guerra dal Kosovo, da Tirana e da Bangkok. Poi sono tornato in Italia e sono diventato il direttore di riviste per famiglie. Ne ho dirette parecchie, anche famose… Scrivere un libro era sempre stato il mio sogno : quando ero un giovane reporter arrotondavo lo stipendio facendo il ghostwriter per personaggi famosi e scrivendo romanzetti d’amore. Così quattro anni fa mi sono detto « perchè no ? » e in pochi mesi è nato ‘Le dieci chiavi di Leonardo’ (L’énigme de l’arrache-cœur). Francamente non sapevo cosa avrei fatto con il manoscritto : un amico ha mandato il prologo a Matteo Strukul che è uno dei maggiori scrittori italiani di romanzi storici. Pensavo lo avesse buttato via. Invece lo ha letto. Dopo un mese mi ha chiamato lui in persona per chiedermi il resto del libro perchè voleva sapere come andava a finire… E dieci giorni dopo ero sotto contratto con Newton Compton Editori che è una delle case editrici più importanti in Italia… Da allora ho scritto altri cinque libri (per Newton e per AltreVoci Editore), lavoro come sceneggiatore per il cinema e dirigo la redazione milanese di un network tv e un magazine online di attualità… ed ora eccomi qui.
Ha pubblicato “Le dieci chiavi di Leonardo” nel 2023 come specificato nell'introduzione. In Belgio il suo libro viene ripubblicato per la seconda volta. Come ci si sente ad aver pubblicato un romanzo tradotto in diversi paesi?
Le dieci chiavi di Leonardo è uscito in Italia nel luglio 2021, qui è alla terza edizione. Come ci si sente ? Bene ! È il premio per un lavoro duro, per decine di notti passate a scrivere fino a tardi. Mi piacerebbe girare anche fuori dall’Italia a presentare i miei libri, ma non ho idea di cosa voglia fare City Editions. Mi sono reso disponibile per fare qualche data di promozione in Francia, in Belgio, in Canada… aspetto !
Il XV secolo, Leonardo Da Vinci, Lorenzo de' Medici e un assassino che si ispira della“Divina Commedia” di Dante Alighieri per commettere i suoi misfatti, come si arriva un scenario del genere? Perché una simile scelta di carattere? Perché associare Leonardo Da Vinci all'opera di Dante Alighieri e a un'indagine di polizia?
Come ti ho detto sono stato per anni un cronista di nera. So cos’è una scena del crimine perchè ci sono stato decine di volte, ho seguito le indagini per il serial killer Donato Bilancia, ho bazzicato in commissariati di polizia e istituti di medicina legale. E amo la storia, follemente. In origine Le dieci chiavi era un giallo moderno, un assassino satanico che uccideva secondo le terzine dell’Inferno dantesco. Poi un giorno sono passato da Anchiano, vicino a Vinci sulla strada del Chianti. Ho visto un cartello stradale : ‘Casa natale di Leonardo da Vinci’. Ho girato il volante e appena mi sono trovato in cima a quella collina ventosa ho deciso che sarebbe stato Leonardo il mio protagonista. Ho cominciato a studiare a fondo la sua storia : si dicono su di lui un sacco di falsità. Se qualcuno pensa a Leonardo gli viene in mente il vecchio con la barba, ma da giovane – dicono le cronache del tempo – era bello, divertente, amava vestirsi bene con colori sgargianti e adorava le barzellette e le serate all’osteria. Sui suoi manoscritti originali ci sono disegni osceni, battute a doppio senso. Poi, nel 1981, lui è letteralmente sparito per quattro anni. Non un quadro, non uno scritto… nulla. Era uscito con le ossa rotte da un processo per sodomia, aveva rischiato il rogo. Si era salvato solo perché il suo ‘complice’ era il nipote di Lorenzo De Medici… Salvandolo, i potenti erano stati costretti a liberare anche Leonardo. In realtà Da Vinci e il Magnifico non si amavano proprio : l’unico lavoro che i Medici hanno commissionato al giovane artista di Anchiano è stato andare a riprodurre a carboncino i cadaveri degli impiccati della congiura dei Pazzi. Gli preferivano chiunque, anche Michelangelo che all’epoca aveva otto anni si sedeva alla tavola di Palazzo Vecchio. Leo, no ! Cos’ha fatto Leonardo in quegli anni solitari ? L’investigatore, secondo me...
Per consultarlo si deve averlo letto, il che deve necessariamente essere il suo caso. Quali sono le sue sensazioni dopo aver letto “La Divina Commedia”?
Adoro La Divina Commedia… Spesso la gente mi dice « Cavoli, il tuo libro è così violento... ». Beh… è Dante ad essere violento, non io. Leggetelo è tutto già scritto lì. Altro che Stephen King...
“Pero che tu trascorri per le tenebre troppo da la lungi, avvien che poi nel maginare abborri”
La Divina Commedia, Inferno, Canto XXXI
Il suo personaggio è immaginario ma pensa che il suo assassino si sia perso?
Lo Strappacuori è nato perchè volevo un serial killer completamente pazzo oltre che crudele e sanguinario. Volevo contrapporre la concretezza razionale di Leonardo al male assoluto. E secondo me il male assoluto non può che esistere in una mente malata. Ho pensato a Manson, al Figlio di Sam che prendeva ordini dal suo cane… ed è nato lo Strappacuori. Un uomo che non adora il Diavolo, ma che vuole diventare un demone ! Mi serviva uno capace di star dietro alla fantasia macabra di Dante Alighieri. Mica facile...
Quanto tempo ha impiegato per scrivere il suo romanzo?
Poco, in realtà… sei mesi, direi. Ma io scrivo tutto il giorno, tutti i giorni… direi che non è quella la parte complicata del lavoro dietro al libro. La cosa più difficile è stata quella di adattare le tecniche investigative moderne al XV secolo… Niente impronte digitali, niente DNA… da lì nasce il tracheodromo ! Bisogna stare attenti a ogni termine, ogni cosa deve essere spiegata nel contesto del 1400. Io sono assolutamente attento alla ricerca storica… ogni cosa deve essere esatta, giustificata e spiegata. I miei sono libri di fiction, ma la storia è storia.
La sua scrittura è influenzata d’altri autori? Un autore in particolare le ha fatto venire voglia di scrivere?
Non saprei… io sono abbastanza onnivoro. Adoro Lansdale (Bubba Ho Tep è uno di quei libri che avrei voluto scrivere), conosco a memoria alcuni libri di King (ma non li amo tutti). Ma sono nato soprattutto con Sandokan e il Corsaro Nero di Emilio Salgari, L’Isola del Tesoro, I tre moschettieri… Amo Verne, Dumas, Coleridge, Poe, Stoker… sono vecchio… lo so. Mi ispirano di più le serie tv : Sons of Anarchy, Game of Thrones, recentemente Shogun. Adoro Clavell… Newton Compton ha appena venduto i diritti per il cinema delle indagini di Leonardo, vediamo come andrà a finire !

Ha mai avuto feedback positivi o negativi da lettori o giornalisti? Come ha preso questo feedback?
Ormai centinaia in Italia… Le dieci chiavi è stato primo sul Kindle di Amazon per un bel po’ ed è tutt’ora un best seller. Vuoi la verità ? Mi interessa poco quello che dicono i giornalisti. Io sono un giornalista, so come funziona la loro testa. Comunque, in Italia, anche sui giornali Leonardo è stato accolto benissimo. In realtà mi interessa molto di più quello che mi dicono i lettori durante le presentazioni e i firmacopie. Io scrivo per me ! E per chi vuole leggere i miei libri. A proposito, se mi volete in Belgio fatemi un fischio… se mi offrite una birra vengo di corsa !
Credo d’aver capito che “L’enigma del rubacuori” non sarebbe stata l’unica indagine di Leonard Da Vinci. Possiamo saperne di più?
In Italia uscirà l’11 di novembre 2024 il terzo volume delle Indagini di Leonardo, Gli arcani di Leonardo. E nel 2022 è uscito L’Enigma di Leonardo. In teoria la trilogia si chiude qui… ma sono in molti a chiedere che Leonardo, Bencio e Isaac Demetrius (un personaggio che nelle Dieci chiavi non c’è…) tornino ancora. L’anno scorso sono uscito con Yeshua (un romanzo storico a metà tra il Gladiatore e Ben Hur che si svolge nei primi trent’anni di vita di Gesù), e presto uscirà in tre puntate Le Cronache di Draculea che è il romanzo storico della vita di Vlad Tepes. In questo momento sto finendo Marco Polo, Ritorno a Venezia che è il racconto fantastico del viaggio di ritorno del viaggiatore veneziano dal Catai. Il sequel de Il Milione, insomma. E nel frattempo ho iniziato a scrivere un thriller paranormale molto horror che si chiama L’Antagonista che si muove su due diversi piani temporali, lo stesso delitto che accade oggi e nel passato… Poi ho scoperto che Nostradamus è stato a vivere a Torino e che Cagliostro e Casanova si conoscevano bene : insomma tutti spunti per nuovi thriller. Insomma, se Leonardo tornerà per una quarta avventura dovrà mettersi in fila. Ci vorranno comunque anni.
Com'è il suo spazio di lavoro? In quali condizioni si concentra meglio?
Di giorno lavoro in redazione, scrivo libri solo di notte : mi metto le cuffie con qualcuna delle mie compilation pestilenziali (dai Slipknot, ai Rammstein, al metal anni ‘80 e ‘90. Per Leonardo c’è molto punk celtico come Flatfoot 56, Dropkick Murphys, Flogging Molly e Paddy and the rats) e esco da questo mondo per andare nel mio… i miei romanzi non hanno schemi, non faccio piani di lavoro. Mi metto lì e scrivo… Esce dalla pancia, va per i fatti suoi… Generalmente non rileggo, non correggo, non mi fermo fin che non ho finito. Poi rivedo tutto con il mio editor... In questo, fare il giornalista mi ha aiutato molto : quando ero un giovane cronista i computer portatili pesavano dieci chili e i telefonini erano grandi come scatole da scarpe. Andavi nel bar del paese, prendevi i gettoni e dettavi i pezzi a braccio… al dimafono. Senza possibilità di rileggere, di correggere. Andava dritto in pagina… Si impara parecchio così.
La ringrazio per la sua partecipazione a questa intervista. Vuole lasciare qualche parola per i suoi/nostri lettori?
Ho un ottimo rapporto con i miei lettori, quindi la mia mail è luca@lucaarnau.com Fatemi sapere cosa ne pensate dello Strappacuori… voi siete l’unica ragione per cui scrivo. Oltre che il fatto che soffro d’insonnia e quindi scrivere mi aiuta a passare indenne le notti. E poi siete solo voi che potete convincere City Editions a tradurre in francese anche il secondo e il terzo libro !!! Grazie a tutti. Da me, da Leonardo e da tutta la combriccola di Anchiano...





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