CRONACA: La nuova maestra (IT)
- Pirard Marvin
- 8 juin
- 2 min de lecture

Autore: Valerio Marra
Romanzo: La nuova maestra
Numero di pagine: 288
Edizioni: Piemme
Date de sortie: 16/07/2024
Sinossi:
Frascati, Castelli Romani. Teo è il bambino più malinconico e riservato della classe. Le consorelle dell'asilo paritario Colomba Antonietti lo hanno accolto con affetto, ma lui non gioca e non esce quasi mai a ricreazione. Rimane al suo posto, osserva il mondo con fare stralunato e disegna ossessivamente. Giulia, la nuova maestra, si affeziona subito al piccolo: sente che a legarli è una consonanza, un'intesa speciale. Giorno dopo giorno, tuttavia, i disegni di Teo iniziano a farsi strani, poi inspiegabili, infine inquietanti. Nel frattempo, Giulia comincia ad accusare strani malesseri. Sembra stare sempre peggio: arriva a scuola in ritardo, è smemorata come mai le è accaduto prima e inizia persino ad accusare dolori lancinanti a cui non sa dare spiegazione. Suggestionata dalla recente perdita di Daniele, l'amato fratello, Giulia si convince che il suo malessere dipenda dall'influsso maligno di una statuetta che conserva a casa, rinvenuta nei pressi del sito archeologico di Tusculum, dove Daniele stava svolgendo un lavoro di ricerca. È un manufatto rarissimo, una raffigurazione in bronzo dell'eroe etrusco Telegono. Quando la statuetta dall'aspetto guerriero e gli occhi di fuoco diventa inspiegabilmente uno dei personaggi ritratti da Teo, Giulia crede di stare impazzendo. La nuova maestra è un thriller psicologico innovativo e perturbante, che racconta la discesa all'inferno di Giulia: un'ombra che ricorre nei disegni di Teo la sta inseguendo. Tra false piste e indizi ingannevoli, dovrà scoprire chi, tra le persone che le stanno attorno, vuole farle del male...
Cronaca:
Con Maîtresse, Valerio Marra propone un romanzo disturbante, intimo e profondamente inquietante, che esplora le zone più fragili dell’infanzia e dell’autorità. Il racconto costruisce una tensione sorda, quasi soffocante, in cui ogni scena sembra carica di un disagio difficile da nominare. L’autore affronta temi delicati con grande misura, lasciando spesso che il non detto parli più forte delle parole.
Una delle scelte più significative del romanzo è la presenza dei disegni infantili, integrati direttamente nella narrazione. Questo elemento è più che apprezzabile: rappresenta un vero e proprio contributo narrativo. Là dove una descrizione scritta avrebbe inevitabilmente guidato lo sguardo del lettore, il disegno lascia spazio all’interpretazione personale. Il lettore diventa osservatore, quasi investigatore, invitato a esaminare dettagli, forme e assenze per costruire la propria idea dello stato psicologico del bambino.
Questi disegni conferiscono al romanzo un realismo crudo e perturbante. Mettono il lettore di fronte all’immaginario infantile, con tutta la sua innocenza, ma anche con la sua confusione e la sua possibile violenza simbolica. Alcuni elementi grafici possono sembrare banali, ma la loro ripetizione o collocazione solleva interrogativi inquietanti.
La scrittura di Valerio Marra, sobria e tesa, rafforza questa sensazione di disagio costante. Maîtresse non cerca di provocare gratuitamente, ma di instaurare un’inquietudine duratura, lenta e insinuante.
È un romanzo potente, che richiede una lettura attenta e partecipe, e la cui forza risiede tanto in ciò che viene mostrato quanto in ciò che resta da intuire. Un’opera incisiva, in cui la forma serve pienamente il contenuto.




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